Il 12 novembre scorso segna una data molto importante nel calendario della XVI Legislatura. Finalmente, dopo anni di insistenza e prepotenza a stare seduto sulla sedia di Presidente del Consiglio dei Ministri, l’ormai Ex Premier Berlusconi ha rassegnato le dimissioni. L’8 novembre 2011, la Camera dei Deputati, al secondo tentativo, approva il rendiconto generale dello Stato, con appena 308 voti, insufficienti per avere la maggioranza. Berlusconi, tira le somme e decide di rassegnare le dimissioni solo dopo che il parlamento avrà approvato la legge di stabilità.
Mantiene la parola, e si dimette. Egli dice di aver preso atto della situazione e di aver rassegnato le dimissioni per il bene del Paese. A parer mio, se egli avesse davvero tenuto al bene del Paese, avrebbe dovuto dimettersi molto tempo prima, forse, già lo scorso 14 dicembre 2010.
Comunque l’Italia ha voltato pagina. Chiusa la disastrosa amministrazione di governo del centro-destra, ora si guarda con fiducia al prossimo governo, che di fatto trattasi di Governo tecnico, con a capo il Prof. Mario Monti, di fresca nomina Senatore a Vita.
Il governo Monti, ottiene la fiducia con ben 558 voti, una maggioranza mai registrata fin d’ora alla Camera.
L’attuale governo, come predetto, tecnico, il cui Presidente dei Ministri, prescelto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha un arduo lavoro da affrontare, ossia, quello di rimettere in carreggiata l’Italia, al fine di evitare che il Paese tracolli in un baratro finanziario come quello della Grecia.
Ma la manovra finanziaria da 24 miliardi, varata dal Governo in carica, non piace ai sindacati e in primis ai cittadini, i quali si vedono per l’ennesima volta coloro che dovranno ricoprire il ruolo più arduo per i sacrifici “richiesti” dalla finanziaria Monti.
In primis le pensioni, molti lavoratori, specie quelli della classe 1952, dovranno fare l’oneroso sacrificio di attendere ulteriori 5 anni, per vedere compiuto il loro iter lavorativo e godersi finalmente la pensione.
Questo perché a detta della manovra, al fine di risparmiare un paio di miliardi, al fine di equiparare l’età pensionistica, tra uomini e donne, si è ritenuto doveroso far slittare di ben oltre 5 anni il traguardo della pensione.
C’è chi dice che le lacrime versate dalla Prof.ssa Elsa Maria Fornero, durante la conferenza stampa in cui presentavano la manovra finanziaria, fossero sincere e vicine a coloro che avrebbero, come predetto, sopportato i sacrifici.
Ma a rigor di logica, io son d’accordo che prima o poi le misure prese da tale governo, come ad esempio quello delle pensioni, sarebbero arrivate, anche perché dietro le quinte c’è la Comunità Europea che premeva e aspettava da anni che l’Italia si mettesse in riga con gli altri paesi europei.
Non son d’accordo però, perché, per l’ennesima volta i sacrifici debbano cadere a carico di coloro che già fanno fatica ad arrivare a fine mese?
La Spesa Pubblica del Bilancio dello Stato, ha una voce molto grande, ossia, quella dei Ministeri, che però stranamente non è scritta con caratteri abbastanza grandi, da richiamare all’attenzione coloro che la stilano.
Detto ciò, vorrei gentilmente richiamare l’attenzione di qualche ministro dell’attuale governo tecnico, informandolo del fatto, che qualche settimana prima della rassegna delle dimissioni dell’Ex Premier Berlusconi, il Ministero della Difesa, con allora a capo, l’On. Ignazio La Russa, avrebbe acquistato, come riportato in molte agenzie di stampa, ben 19 Maserati Quattroporte blindate.
Alla faccia della crisi economica!!!
Ma almeno fino a qualche anno fa per le autovetture di rappresentanza, le spese si limitavano all’acquisto di auto blu di media grandezza, quali ad esempio, Alfa 159, Lancia Thesys (autovetture che non sfigurano di certo); ma ora ci si è tuffati sul lusso. Infatti, in piena crisi economica, oggi i Ministeri, non si accontentano più nemmeno delle Audi A8 o BMW Serie 7, ma aspirano alle Maserati.
Detto questo vorrei chiedere all’attuale governo, se per risparmiare, dato che preme rimettere in ordine la Spesa Pubblica, cosa intende fare con le predette 19 Maserati?
Che ne dite di metterle in vendita, e recuperare così qualche “milioncino” di euro?
Io so bene che il lettore sappia fare i calcoli, ma vista la circostanza, forse alcune persone della “casta” non hanno chiare le idee. Allora mi permetto di dire che se al posto delle 19 “Maserati Quattroporte” le quali hanno un prezzo medio di listino di circa 130’000 EURO ciascuna (ma visto che son blindate, saranno sicuramente costate molto di più); si fossero comprate 19 “Alfa 159” con un prezzo medio di 30’000 EURO ciascuna, il Bilancio dello Stato, avrebbe ora ben 1’900’000 EURO in più a disposizione
Ma tutto ciò non è assurdo? Ma torno a ripetere, perché i sacrifici devono farli sempre coloro che sono ai limiti della spesa mensile?
Come possiamo noi cittadini, far capire alla “casta”, che si potrebbe semplificare la Spesa Pubblica adottando altri criteri sulla manovra?
Eppure io mi son limitato a soffermarmi facendo soltanto un breve e semplice esempio di risparmio. Ma analizzando a fondo ogni ministero, in tutte le sue funzioni e settori, sicuramente si potrebbero ridurre molte altre spese esagerate ed ingiuste.
Dennj Salvatore Lussu
IDV Svizzera