Fini e le folgorazioni

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Spiacente, ma non credo alle folgorazioni. Posso credere a quella di Paolo sulla via di Damasco, ma non certamente a quella di Fini, almeno non ora.

È difficile credere a uno che, fino a qualche tempo fa, affermava che Mussolini era stato il più grande statista del ventesimo secolo. Ora afferma il contrario, o almeno così parrebbe, sostenendo che il fascismo, alla cui scuola è cresciuto, sia stato il male assoluto e continua ad esserlo, aggiungo io. No, mi spiace, non posso credergli, perché il buon Fini continua ad essere compagno di partito di La Russa, Gasparri, Ronchi, Alemanno e alleato di Bossi e Borghezio, ed è quanto dire. Inoltre, accetta un premier che, in quanto a storia, è tra i più ignoranti che abbia mai visto, o udito. Un premier che confonde Remo con Remolo e che ignora che il papà dei poveri fratelli Cervi sia morto da un pezzo.

Mi spiace, Fini, ripassi più in là nel tempo, perché adesso, nonostante non sia più un ragazzetto di primo pelo, posso tranquillamente affermare che i neuroni che ho a disposizione, assolvono meravigliosamente al loro compito, e mi perdoni la presunzione.

 

Da non perdere

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

 

Con quella bocca

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

La Carfagna dice: ” Siamo in una società laica che si basa sui valori della cultura cattolica. La Sinistra dal 1968 con la sua oppressione culturale ha portato allo smantellamento di istituti come quello della famiglia, alla mortificazione delle forze armate.”

Continua: ” La discesa in campo di Silvio Berlusconi nel ‘94 ha rotto il giogo della cultura cattocomunista, marxista e gramsciana, di quella sinistra  che ha tenuto in mano tutti i gangli del potere, trasformando la scuola in uno stipendificio sindacalizzato e l’università in un esamificio dispendioso. Se vogliamo cambiare il paese, non dobbiamo farci ingabbiare nelle beghe di partito. ”

Chi l’avrebbe detto che una valletta, una che faceva calendari senza veli, potesse un giorno diventare ministro. In Italia non c’è nulla, specie in questo momento, che non sia possibile.

Si perdona, ad ogni modo, tutto alla Carfagna, perché con quella bocca può dire ciò che vuole, anche enormi sciocchezze come quelle di cui sopra.

 

La peste

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Si conosce quella descritta dal Manzoni nei “Promessi sposi” e si crede che questa malattia infettiva contagiosa sia stata definitivamente debellata. Non è così.

Oggi la peste è la televisione, con i suoi falsi valori che stanno creando una mentalità, una cultura, e quant’altro. Essa è un predicatore del nulla, un distruttore di coscienze, un tramite dato in mano ai burattinai che manovrano i fili delle nostre coscienze. È un  potente contagio dal quale è necessario liberarsi quanto prima, e che ha reso l’Italia il Paese delle coscienze manovrate. Il Paese dove si accetta il conflitto di interessi, il lodo Alfano, la riduzione delle intercettazioni, e dove si affossa il bio-testamento. La peste è più che mai viva in Italia e la guarigione da essa sembra lontanissima, anzi spesso sembra impossibile raggiungerla. Ma bisogna resistere e combattere.

 

Federalismo fiscale

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Si pubblica il testo della dichiarazione di voto odierna di Furio Colombo alla Camera dei deputati. da Micromega

Signor Presidente, mi congratulo con il governo e in particolare con i ministri secessionisti della Lega Nord per il loro successo: fanno votare questa Camera per un federalismo fiscale che non è federalismo perché sconnette l’Italia e riconnette parti disuguali. Non ha niente di fiscale perché non comprende e non indica numeri, una cifra o un riferimento alla realtà e alla verità economica.

Mi congratulo perché, mentre in ogni democrazia del mondo i vostri colleghi di governo e i nostri colleghi di Parlamento stanno lavorando giorno e notte per rendere meno aspra la crisi, meno fatale la recessione, meno duro il destino di chi sta perdendo il lavoro o sta perdendo l’impresa, voi ci avete tenuto qui inchiodati a preparare la vostra campagna elettorale che ha a che fare solo con le vostre ossessioni.

Per cominciare avete invitato gli immigrati legali islamici ad “andare a pisciare nelle loro moschee”. Poi abbiamo discusso le impronte digitali ai bambini Rom, le classi separate in regime di apartheid. Ci avete imposto un’emergenza che richiedeva forza armate nelle strade. Avete, da statisti, studiato e proposto il reato di clandestinità, i medici spioni e il permesso di soggiorno a punti.

Quando questo magnamino giro di revisione della civiltà italiana è stato compiuto attraendo sul nostro Paese sarcasmo, diffidenza, satira, condanna, siete arrivati forti e determinati con la legge sul federalismo fiscale.

E’ affidata al vostro buon cuore, che ho appena illustrato, perché è una legge delega. Come in quel gioco televisivo, ci avete mostrato e fatto discutere solo delle scatole. Ma, a differenza del gioco televisivo, non le avete aperte.

Personalmente sento il dovere morale di dire NO. Non riesco a liberarmi dal sapere ciò che la Lega ha fatto da Gentillini a Borghezio, da Calderoli a Bossi. E ciò che sta per fare frantumando questo Paese, sentimenti, leggi, paura, malanimo e ronde.

No, io voglio dichiarare che la mia Italia è quella della Costituzione intatta da cui traggo un pensiero di speranza in questo momento.

Furio Colombo

(24 marzo 2009)

 

È rivolta

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Scozia e Francia, rabbia anti-manager
ville assaltate, assedio agli uffici

A sud di Parigi il direttore della filiale della compagnia Usa (la 3M) in ostaggio degli operai minacciati di licenziamento. A Edimburgo attaccata la residenza di Goodwin, responsabile della RBS

Più di un manager in Italia , credo, non dorma sonni tranquilli.

 

PD in allarme, consensi in calo

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

ROMA — Due riunioni riservate con sondaggisti e sociologi per cercare di capire che cosa non va nel Partito democratico e come affrontare la campagna elettorale di primavera. Così in Largo del Nazareno Dario Franceschini si è preparato per la sfida più impegnativa della sua carriera politica, ossia raggiungere quota 27 per cento. Obiettivo non facile come sanno bene al quartier generale del Pd, ma che non può definirsi irraggiungibile dal momento che Walter Veltroni aveva lasciato il partito al 26,5 e dopo i vari contraccolpi dovuti alle sue dimissioni, il nuovo segretario, nelle ultime rilevazioni della settimana scorsa, è riuscito a portare il Pd al 25,5.

Nel chiuso delle stanze del Nazareno, dati alla mano, il gruppo dirigente del Partito democratico ha dovuto prendere atto che la fetta maggiore dei suoi elettori ha più di 55 anni (e i più sono over 65), benché tra i giovanissimi (18-24 anni) il Pd stia cominciando a prendere piede. La cosa viene confermata dal fatto che per la maggior parte gli elettori sono studenti o pensionati. Il partito, però, ha perso consensi tra gli operai e i dipendenti pubblici (come gli insegnanti), che un tempo rappresentavano la base elettorale dei Ds e della Margherita. Sono perdite pesanti che si aggirano intorno al meno 12 per cento. Ma ci sono altri dati che preoccupano il gruppo dirigente di Largo del Nazareno. Non riguardano le fasce sociali dell’elettorato ma il trend del partito nelle varie regioni italiane. Il Pd perde soprattutto al Centrosud (meno 12,4 per cento). Per assurdo che possa sembrare lo smottamento dei consensi nel Settentrione è inferiore. Si passa dal meno 8,5 per cento del Nordovest al meno 5 per cento del Nordest. Le rilevazioni fatte dagli esperti fanno emergere un altro dato inquietante. Il Partito democratico perde soprattutto nelle grandi città. Infatti, nei Comuni sopra i centomila abitanti, il Pd subisce una flessione secca dell’11,1 per cento.

Il che, ovviamente, non fa presagire un roseo futuro. Insomma, lo scenario, per il segretario e compagni, non è dei più fausti. Ma Franceschini sembra convinto di poter recuperare sia sul versante degli astensionisti sia su quello dell’elettorato che potrebbe essere tentato da Antonio Di Pietro. Del resto, dopo il tracollo che è seguito alle dimissioni di Veltroni e l’ulteriore flessione registrata nella prima settimana della nuova segreteria, c’è stato un lentissimo, ma costante, avanzamento del partito, che nel giro di tre settimane ha recuperato lo 0,9 per cento. E comunque il giudizio su Franceschini appare positivo: dopo Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini è lui il leader più quotato e se nelle prime settimane la sua popolarità è andata calando adesso invece è nettamente in risalita. Non solo, il nuovo segretario ha maggiore «appeal» rispetto al suo stesso partito: un più 10,7 per cento, che non è affatto poco se si considera che Silvio Berlusconi stacca il suo partito di meno del 2 per cento e Antonio Di Pietro del solo 0,5 per cento. Dunque, le basi per far approdare il Partito democratico su lidi più sicuri ci sono tutte. Ma è ovvio che Franceschini per riuscire nell’impresa dovrà fare leva sull’antiberlusconismo: è l’unica arma che possiede per evitare che gli elettori restino a casa o votino Italia dei Valori. Durante la campagna elettorale ci sarà quindi un crescendo di toni ostili nei confronti del presidente del Consiglio.

D’altra parte è proprio seguendo questa linea che il segretario è riuscito a recuperare quello 0,9 per cento che a tutta prima potrebbe sembrare un po’ pochino ma che invece per il Pd rappresenta una vera boccata d’ossigeno. L’unica preoccupazione è la concorrenza a sinistra. Infatti, mentre alle politiche dello scorso anno il cartello che rappresentava questo frastagliatissimo arcipelago ottenne il 3,1 per cento, adesso, invece per quanto divisa la sinistra tutta insieme veleggia intorno al 7 per cento. Franceschini dovrà quindi tentare di recuperare anche su questo versante.

Maria Teresa Meli dal Corriere
26 marzo 2009

 

Un governo di gente perbene e preparata

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Berlusconi ha basato la sua ultima campagna elettorale principalmente su: 1) la vicenda Alitalia; 2) l’immondizia ( ‘a munnezza) di Napoli; l’ICI.

L’Alitalia dopo un anno è tornata all’Air France, ma è costata 4 milardi di euro e novemila posti di lavoro. Chi ci ha guadagnato? Dico una sciocchezza se affermo che gli unici a guadagnare sono stati gli amici del cavaliere di Arcore? E dico una sciocchezza se affermo che a rimetterci sono sempre i soliti?

La vicenda munnezza è lungi dall’essere risolta, anzi il cavaliere farebbe bene a spiegare (non lo farà mai) perchè alcune discariche della munnezza oltre ad avere deteminate complicità, si sono aperte in un dato momento.

L’ICI è la più grossa fregatura, ma agli italiani, si sa, basta promettere il non pagamento di alcune tasse per farne un esercito di seguaci. Guarda un po’, proprio ieri i comuni hanno aumentato la loro quota IRPEF del 7,40%. Ancora una volta il popolo italiano ha fatto, come si dice a Napoli, ‘a fine ‘e Pilone: curnute e mazziate!

Taccio, per il momento, sul lodo Alfano e sulla carta del pane e della pasta emessa dal gran genio dell’economia (qua il grande Eduardo sfodererebbe una pernacchia di petto, e l’eco della quale si avvertirebbe su tutti i pianeti del nostro sistema solarre): Tremonti.

 

I due duellanti

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

I due duellanti, Veltroni e Berlusconi, ai quali se ne aggiungeranno altri, chiedono toni pacati.  Veltroni, probabilmente, riuscirà nell’impresa, considerato che la pacatezza pare essere caratteristica della sua indole, ma per quanto riguarda Berlusconi non credo che manterrà questo stato per lungo tempo. Basterà, infatti, che i sondaggi invertano la rotta, o che trovi giornalisti meno accomodanti di quelli che gli mette a disposizione Vespa e lo si vedrà, allora, scoppiare come quei palloncini sfuggiti dalle mani dei bambini.

Nelle loro esibizioni a Porta a porta, se notate, i giornalisti sono stati molto più che accomodanti e Vespa, avendo fatto, credo, un corso intensivo, strisciava così bene che un verme al suo confronto appariva un dilettante. Se avessi avuto la possibilità di intervistarli, avrei posto a Veltroni le seguenti domande: 1) On. Veltroni non aveva detto che con Roma si sarebbe conclusa la sua carriera politica? Intende governare l’Italia così come ha governato le periferie di Roma? 2) Non le pare che le sue risposte siano, come dire, un po’ egocentriche? Infatti, se lei nota, nelle sue risposte sempre io qui, sempre io là.

Non domande, comunque, cattive, ma domande dalle quali un vecchio(non è il nuovo Veltroni? Bah, mi sarò perso una puntata) politico se ne sarebbe uscito con un po’ d’affanno, ma se ne sarebbe uscito. Non così per Berlusconi. Con lui sarei stato spietato e gli avrei chiesto: 1) Cosa ci può dire, On. Berlusconi, sulle telefonate con Saccà, dove chiedeva un’attrice in cambio di una crisi di governo? 2) E, a proposito della sentenza della corte europea su rete 4 ed Europa 7, cosa ha da dire? Bastavano, a mio modo di vedere, queste semplici due domande per vedere il suo vero volto: il trucco si sarebbe sciolto in un niente e sarebbe venuta giù la faccia di un affamato pronto ad azzannare qualunque cosa passasse nei dintorni dei suoi denti. Nessuna di queste domande dai giornalisti  nel salotto vespiano, purtroppo.I due duellanti chiedono ancora che i temi etici si mantengano al di fuori dalla campagna elettorale. E perché mai? I temi etici sono quei temi dove non è previsto legiferare? Non pare, quindi perché dovrebbero essere lsciati fuori dalla competizione elettorale? E no, perdinci, è giusto che vi esprimiate sui tempi etici, è giusto che facciate capire come la pensiate. Come è anche giusto sapere come intendiate risolvere il problema energetico, che sarà il problema più grande di un futuro più che prossimo. A proposito di energia, ieri, seguendo Anno zero di Santoro con ospiti il premio Nobel Rubbia, Casini e Belpietro, ho assistito ad una scena così comica che più comica non si può: Belpietro, supponente e cretino come non mai, e Casini, che si sforzava d’apparire come una vestale innocente, si concedevano il lusso d’interrompere Rubbia e indovinate dove? Sull’energia, naturalmente. La cosa è sì stata comica, ma devo ammettere anche triste se si pensa al futuro.Torniamo brevemente ai due duellanti.  Credo che dopo le elezioni Veltroni e Berlsuconi troveranno l’accordo per cambiare la Costituzione e, ovviamente, la legge elettorale: diventeranno formidabili alleati specialmente se lo scarto tra i due partiti(?) dovesse essere minimo. A tal punto, blinderanno la vita socio-economica-politica del Paese con un bipartitismo perfetto ma ingannevole. Poi, come succede negli States, nelle tornate elettorali se le daranno di santa ragione ma all’interno della casta dove ne commetteranno di tutte i colori e, ovviamente, non consentendo a nessuno di entrarvi.Non è così? Staremo a vedere, Certo sarebbe auspicabile che altre forze rompessero le uova nel paniere di questi due signori. Vedremo. L’attesa, poi, non sarà lunga, ché mancano meno di due mesi.

 

Cause della caduta del governo Prodi

Posted by carminecoppola under Politica 
No Comments 

Due fattori, a mio modo di vedere, hanno contribuito, al di là di Mastella, a far cadere il governo Prodi: la nascita del Partito Democratico e il Papa.Il governo ha cominciato ad avere le prime spallate, quelle vere, non da Berlusconi ma proprio dal nascente Partito Democratico, che ha creato più di un malcontento in una coalizione troppo eterogenea, troppo varia. Prodi in più d’una occasione è dovuto intervenire per mediare, per riportare in pista chi usciva dai paletti, e tanti ne sono usciti, ma nulla ha potuto quando il segretario del nascente partito, credendo probabilmente d’avere in tasca un accordo con Berlsuconi (accordo di Segrate), s’azzardava incautamente ad affermare che il suo partito, qualunque fosse stata la legge elettorale, avrebbe corso da solo. I micropartiti, constatato il desiderio del segretario del nascente partito, hanno cominciato a defilarsi, si fa per dire, dalla maggioranza.In loro soccorso, non so quanto involontariamente o meno, è venuto il Papa o meglio quegli sciagurati che hanno costretto Ratzinger a rifiutare l’invito alla Sapienza. Che errore, che tragico e che stupido errore! Il confronto non si nega a nessuno e non andava negato certamente a Benedetto XVI, che, in seguito a ciò, è diventato soggetto principale di dibattiti televisivi, forum, blog e quant’altro. Soggetto spesso sottoposto, vedasi forum e relativi blog, ad insulti ed ingiurie: altro tragico e penoso errore. Benedetto XVI, fine intellettuale, ha colto la palla al balzo per richiamare ad una determinata moralità, evidenziando la diffusa immoralità nella società italiana. Non mi sento di dare torto al Papa, non poteva agire in modo diverso.Che l’Italia sia pervasa da bigottismo e falso bigottismo è un dato di fatto, ma la conquista della vera laicità deve avvenire solo con il confronto. Non potrà mai avvenire con comportamenti simili a quelli tenuti dagli studenti e dai docenti della Sapienza in occasione della visita del Papa.Proprio da lì, proprio dal rifiuto di Ratzinger, proprio da quel fermo “no, grazie”, il governo s’è incamminato sulla via del precipizio. In seguito al rifiuto, i domiciliari alla moglie di Mastella, l’indignazione popolare, non per la moglie dell’uomo di Ceppaloni ma per il trattamento riservato al Papa, ed ecco il patatrac. Ora l’Italia, aggiustati i conti pubblici (è un dato di fatto) e solo questo bastava per convincere anche il più irresponsabile a dare fiducia a Prodi, si ritrova ancora una volta nel baratro.Si chiede, adesso, responsabilità e s’invoca, specialmente da parte del PD, un governo istituzionale o di responsabilità nazionale che attui quelle riforme che non si è stati in grado di attuare: legge lettorale, leggi del Parlamento e via discorrendo,Da questo orecchio Berlsuconi e il suo servo più fedele, Fini, non ci sentono (Veltroni, e il patto?) e chiedono di andare quanto prima, confortati dai sondaggi, alle urne.In soccorso al PD viene Montezemolo e Pezzotta (la cosa bianca) e si aggregherà anche Casini, che non vede l’ora di tramutare il suo sogno in realtà: il grande centro e porsi come candidato a palazzo Chigi.Anche Berlsuconi, pur con il suo immenso potere, deve e dovrà tener conto del volere di quest’altra entità e, probabilmente, sarà costretto ad accettare il governo istituzionale.E dopo, quale legge elettorale ci sarà? È un rebus? Mica tanto, considerati i vari Veltoni e Berlusconi e la loro sete di potere. Il loro intento è chiaro: mettere fuori gioco gli altri e ridurre la politica italiana a come quella americana, quella canadese, quella inglese e via di questo passo. Dio ci scampi, da politiche di tal genere.Quale, allora? Semplice, a mio modo di vedere. Un proporzionale con sbarramento come minimo del 5% e senza premi di maggioranza,Un governo che governi, un governo di maggioranza, non significa necessariamente buon governo, anzi spesso succede il contrario. Le più grandi conquiste la gente le ha sempre avute con governi di minoranza.L’ideale sarebbe avere un governo che governi, ma che non abbia mai la certezza di governare fino alla fine del suo mandato. Quella, la certezza, la potrà avere solo attraverso la buona governabilità, determinata da un organico superpartes.Il discorso, ora, si farebbe complicato e lungo e, quindi, mi fermo qui. Ben felice di riprenderlo, però, in un prossimo futuro.

 

« Previous PageNext Page »