Notizie riguardanti il congresso IDV
Venerdì, 5 Febbraio 2010Ultime notizie:
la mozione estero, che potete leggere in questa pagina, ha raggiunto e superato il quorum di firme richieste.
ATTENZIONE È in corso nei giorni 5,6,7 febbraio 2010 il congresso di Italia dei Valori. Giorni importanti per il futuro del partito, per la costruzione di una dinamica democratica, per la fine delle dirigenze piovute dall’alto.
Invito ad aderire alle mozioni presenti alla pagina seguente:
La partecipazione via internet è possibile dall’indirizzo seguente:
http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/congresso/index.php
Il modulo raccolta firme per sostenere la mozione proveniente dalle sezioni all’estero è scaricabile dal seguente indirizzo:
http://idvestero.org/pdf/Modulo_raccolta_firme.pdf
Testo della mozione proveniente dalle sezioni all’estero
L’esperienza dell’IdV Estero è diversa da tutte le altre, ma anche all’estero gli esponenti del partito sono concordi nella necessità di cambiamenti.
Riconoscimento, Coordinamento, Partecipazione, Organizzazione sono questi i quattro punti affrontati dall’IdV Estero.
Riconoscimento
1 Il nuovo statuto dell’IdV già riconosce agli iscritti residenti all’estero il diritto di organizzarsi come una regione italiana. Ringraziamo il Presidente per il riconoscimento di anni di lavoro e di attivismo. Chiediamo ora che questo riconoscimento sia effettivo ed a pieno titolo, con medesimi doveri e diritti. La regione estero è peculiare perché rappresenta Paesi europei ed extraeuropei, con distanze tra le “province” ben al di là della realtà di casa, sia per culture, vissuti e bisogni non raggruppabili in poche categorie. In tal senso si chiede che vi sia maggiore apertura verso le diverse realtà IdV nel loro complesso; maggiore confronto in quanto i soggetti non sono sempre uguali, per generazione-appartenenza-cultura-stato sociale; maggiore concretezza volendo non fermarsi alle parole, ma indicando i tempi di realizzazione dei progetti; maggiore fiducia, come valore ineluttabile per evitare sospetti ed incomprensioni; maggiore mondialità come consapevolezza di appartenenza senza limiti geografici. Integrazione con le strutture nazionali è il motto vigente, col quale ci si auspica, come IdV Estero, che ci sia supporto organizzativo che faciliti la creazione di nuovi circoli IdV la continuità e l’estensione dei suoi valori, l’accrescimento reciproco di azioni di sostegno e collaborazione, con la condivisione delle esperienze associative.
2 A dimostrazione di valori quali la trasparenza e la chiarezza, si chiede che tutte le cariche interne al partito siano elette democraticamente dagli aderenti, che dovranno poter scegliere i dirigenti della struttura esecutiva del partito, con periodicità e modalità fisse, stabilite e soprattutto rispettate ad ogni livello, con regolamenti applicativi dello statuto condivisi, indicando il prossimo congresso estero come punto di partenza di una nuova organizzazione partecipata. I congressi locali dovranno naturalmente riferirsi al Congresso Estero, così che la “base”, la tanto invocata “società civile” possa avere finalmente un peso rilevante. Dal vertice dovranno essere garantite risorse e un costante impulso a perfezionare l’organizzazione, nonché il necessario coordinamento.
3 Chiediamo che i congressi di IdV all’estero abbiano luogo dopo avere stabilito regole precise. Chiediamo che sia fissata la data del Congresso Regionale Estero, e che si svolga là dove ci sono più iscritti.
Coordinamento
1 Nel congresso estero siano utilizzabili tutti gli strumenti telematici che rendano possibile un’ampia partecipazione da ogni parte del mondo, con rispetto della comunicazione da parte di tutti gli interessati. Questo metodo limiterebbe allo stesso tempo i costi.
2 Chiediamo anche che i costi infrastrutturali dei congressi, estero e nazionale, ricevano stesso sostegno dal partito, al pari delle strutture analoghe con sede in Italia.
3 Si chiede che la regione estero abbia autonomia economica e goda del contributo proveniente dagli eletti all’estero al parlamento italiano. Questi fondi devono essere gestiti dall’esecutivo estero e distribuiti agli esecutivi delle varie nazioni che li useranno, insieme ai fondi eventualmente provenienti dal tesseramento locale, per promuovere le attività del partito nelle circoscrizioni estere. Viene escluso l’uso di tali fondi per le campagne elettorali di uno o più singoli candidati.
4 In IdV estero c’è stato un problema derivante dal doppio canale di tesseramento: in Italia o tramite la struttura estera, che esiste e funziona. Si chiede di stabilire le regole di tesseramento valide per tutti, senza distinzioni di residenza, e di stabilire le condizioni di appartenenza alla struttura operativa sul territorio, cioé se essa debba essere composta di iscritti o anche di simpatizzanti.
Partecipazione
1 Si chiede che sia istituita una sezione dipartimentale nell’ambito del dipartimento tematico “Ricerca, Istruzione e Beni culturali” che tratti in dettaglio l’urgenza di riforma della scuola italiana all’estero, e funga da centro di studi, supporto e informazione per i parlamentari eletti all’estero e per tutti i parlamentari che siano interessati al problema.
2 Gli italiani emigrati in altri paesi sono un enorme serbatoio di conoscenze su come il problema dell’immigrazione sia affrontato in altri paesi, e chiedono di mettere a disposizione questa loro conoscenza. Chiedono anche di poter sedere a un tavolo in cui si dibattino i problemi del rientro in Italia, delle certificazioni e naturalizzazioni, dell’assistenza consolare. Si chiede dunque che sia istituita una sezione interdipartimentale nell’ambito dei dipartimenti tematici “Lavoro e Welfare” e “Giustizia e Sicurezza” che tratti delle politiche di immigrazione ed emigrazione italiana.
3 Moltissimi cittadini italiani residenti in altri paesi hanno arricchito il proprio bagaglio culturale italiano confrontandosi con altre realtà. Si chiede che gli iscritti della regione estero siano integrati appieno nei dipartimenti tematici.
4 Sempre di piu gli argomenti di interesse per gli emigranti italiani sono ora trattati a livello regionale. Chiediamo che gli aderenti residenti all’estero, in particolare in Europa, siano considerati dall’IdV nella compilazione delle liste per le elezioni regionali e provinciali.
5 Chiediamo che l’Italia dei Valori, anche all’estero, dia un segnale forte di riscoperta del ruolo del femminile in politica e continui ad incoraggiare e sostenere attivamente la partecipazione delle donne, non unicamente in relazione al tema delle pari opportunità e alla tutela dei minori e delle donne, italiane o straniere, da atti di violenza.
Organizzazione
1 La buona volontà di tanti militanti e attivisti deve essere supportata con un sostegno finanziario alle sezioni. Si chiede la creazione di conti correnti per ogni sezione attiva, nei quali far confluire i fondi dei rimborsi elettorali e i fondi provenienti dal tesseramento. Tali depositi devono essere gestiti dai responsabili di sezione, sotto il controllo interno della sezione stessa e quello superiore della sede centrale, così che con tutti i crismi di trasparenza vengano rispettati sia i più elementari criteri democratici nei confronti della base, sia i fondamentali orientamenti politici e strategici della dirigenza.
2 Negli anni recenti Internet ha avuto un enorme sviluppo, rendendo possibili canali di comunicazione bidirezionale, e in tempo reale. Chiediamo che tali risorse vengano sfruttate pienamente dal partito per mobilizzare e rendere chiaramente visibili le risorse sia della base che della dirigenza, ed utilizzare le piattaforme internet sia per l’organizzazione che per la diffusione di attività, convegni, e manifestazioni di circoli e province. Chiediamo inoltre che la direzione centrale assegni risorse e coordini la rete informativa globale, assegnando e chiaramente identificando i ruoli degli addetti alla comunicazione, anche a livello periferico. L’incarico di gestire l’attività in rete del partito ad una impresa privata può creare dei conflitti d’interesse. E’ necessario stabilire una serie di regole che permettano l’accesso ai canali di internet da parte delle sezioni del partito con certificazione dalla sede centrale. La comunicazione efficace e bidirezionale tra centro del partito e sedi e circoli di base sarà di grande aiuto per costruire un partito migliore per un paese migliore.
3 Il nostro partito politico deve poter rispecchiare nella sua organizzazione il tipo di organizzazione che vorremmo attuare in Italia.“Si propone un potenziamento degli gli organi di controllo interni al partito, (comitato di garanzia, revisori dei conti) anche rendendo esecutive le decisioni prese da questi organi.” In tal senso occorre sancire da un lato la separazione e l’indipendenza dei controllori interni da tutti i gradi dei comitati esecutivi, dall’altro occorre anche fissare le linee guida e una “scuola di garanti interni”, in modo da evitare possibili abusi. Occorre che le decisioni dei garanti siano esecutive per poter efficacemente garantire i diritti degli aderenti al partito così come vogliamo garantire i diritti di tutti i cittadini.
4 Si chiede che i nostri amministratori, a tutti i livelli, parlamento Europeo, parlamento nazionale ed amministratori locali, rinuncino a qualunque tipo di benefit non strettamente connesso all’attività istituzionale svolta. L’individuazione di questi benefit dovrà spettare a una commissione interna, da costituire.
5 Le nostre posizioni politiche sono troppo spesso travisate dai media. Si chiede che il partito impieghi maggiori forze e sia più efficace nella comunicazione.
Programma politico per gli Italiani all’estero
1 Si chiede che il programma politico preveda garanzie sociali e previdenziali per le lavoratrici ed i lavoratori italiani residenti all’estero che si avviano al pensionamento con l’eventualità del rimpatrio. Si richiede alle autorità italiane un maggiore e duraturo supporto sociale, economico e culturale alle comunità italiane residenti all’estero. Si pensa ad esempio a corsi di lingua per i giovani figli di italiani in tutti i Paesi in cui esista un’importante comunità di immigrati, nonché agli incentivi all’imprenditoria italiana attraverso fidejussioni dirette delle autorità nazionali presso le banche locali in favore di ditte italiane appena formate.
2 La rete consolare italiana è anche il cordone ombelicale che lega gli espatriati all’Italia. Purtroppo, di recente, molti consolati sono stati chiusi. Chiediamo che il partito si opponga decisamente a questa politica di tagli. La razionalizzazione dei costi deve avvenire attraverso un piano concordato con i rappresentanti delle comunità italiane all’estero (COMITES), per garantire i servizi e, se possibile, migliorarli.
3 Per il rientro dei ricercatori emigrati si invita il partito a non puntare a creare vie privilegiate per chi è andato all’estero, ma a promuovere la meritocrazia in Italia. In un sistema meritocratico, sia chi è andato all’estero e voglia rientrare, sia gli stranieri che vogliano andare in Italia troverebbero legittimo posto, in base puramente al proprio merito, così come lo trovano gli italiani all’estero.